Apertura: 17 giugno 2017
Chiusura: 24 settembre

Rifugio in posizione straordinaria presso le Torri del Vajolet nel Gruppo del Catinaccio

Visitate il rifugio Re Alberto 1° - nel patrimonio dell'umanità UNESCO – per arrampicare, camminare o semplicemente immergersi nell'impressionante e suggestivo panorama delle Dolomiti.

La posizione privilegiata, ai piedi delle torri del Vajolet, offre lo spunto per arrivare al rifugio Re Alberto 1° per vari motivi:

per scalare, per salire la ferrata del Passo Santner o semplicemente per fare un'escursione e ammirare da vicino le guglie tanto famose.
E’ inoltre la base per alcune fra le più belle scalate delle Dolomiti: la più facile cima del Catinaccio, percorrendo la via Normale che parte dal passo Santner, la punta Emma  e le torri del Vajolet  fra cui ricordiamo l’aereo spigolo della Delago, la Via normale della Stabeler e la meno frequentata ma altrettanto bella salita della torre Winkler.
Per informazioni più precise ricordiamo che potete contattarci al rifugio (tel:+39 0462 763428; mobile: +39 334 7246698) oppure per consigli professionali riguardo le scalate e/o ferrate, rivolgetevi alla Scuola di Alpinismo Dolomiti www.guidealpinedolomiti.net

Escursioni

Giro del Catinaccio e Ferrata del passo Santner

Il Giro del Catinaccio e la ferrata del Passo Santner sembrano fatti apposta per esaltare la bellezza e la particolarità delle Dolomiti. Seguendo un naturale percorso in diagonale, frutto della particolare conformazione della roccia dei Monti Pallidi, questo sentiero attrezzato consente un ingresso indimenticabile (quanto relativamente agevole) nel cuore del Regno di Re Laurino. E aprendo le porte del vallone del Gartl scopre uno dei gioielli di roccia tra i più celebrati: le ‘mitiche’ Torri del Vaiolet.

Il percorso proposto è uno degli ‘anelli’ tra i più belli e famosi di tutte le Dolomiti.

ITINERARIO

Si comincia aggirando il rifugio Fronza alle Coronelle sul lato sinistro e quindi a salire attraverso articolati sistemi rocciosi principalmente caratterizzati da canalini talvolta ingombrati da grossi massi e larghe lastre orizzontali di roccia. Il percorso interamente rifatto con funi e chiodi nuovi nell'ottobre del 2013,  è ben segnalato ed attrezzato in buona parte con corde metalliche, gradini infissi nella roccia e scalette mentre i rimanenti passaggi non attrezzati richiedono un pò di attenzione ; in alcuni punti si sale senza alcun ausilio artificiale, ma sempre su ottima roccia e con passaggi alternativi che consentono un eventuale sorpasso senza pestare mani e piedi ad escursionisti più lenti. Giunti alla forcella sotto le Guglie di Schrofenegger (2650mt ca.),  si scende per una ventina di metri lungo una rampa attrezzata, per raggiungere il profondo canalone, sul fondo del quale si trova il caratteristico nevaio da risalire dapprima al lato destro e poi su quello sinistro, su neve solitamente ben battuta ma talvolta ghiacciata, comunque assicurandosi alle funi metalliche.
Il canalone, poco sotto il punto di attraversamento, scompare in un salto strapiombante di alcune centinaia di metri, pertanto occorre fare molta attenzione . Si esce dal canalone sfruttando una paretina attrezzata  e poco dopo si sbuca al Passo Santner (2741mt-2.15h fin qui), a pochi metri di distanza dall'omonimo rifugio.
Ci troviamo sull'orlo superiore della meravigliosa conca del Gartl, delimitata sulla sinistra dalla Croda di Re Laurino, sulla destra dalla Cima Catinaccio, e sullo sfondo della quale compaiono sorprendentemente le forme slanciate delle Torri del Vaiolet: Delago, Stabeler e Winkler. Stupendo l’aperto panorama verso il verde Alto Adige.

DISCESA

Dal Passo Santner, seguendo il sentiero 542 ci si affaccia sulla conca del Gartl e rapidamente si raggiungono il laghetto e il Rifugio Re Alberto 1°(2621 m) ai piedi delle celebri Torri. Dal Rifugio sempre con il segnavia 542 si discende, tra i massi levigati dagli innumerevoli passaggi, la larga gola che conduce ai famosi rifugi Vajolet e Preuss (2243m). Da qui si prosegue scendendo verso la conca del Gardeccia per poi seguire le indicazioni che, a destra (segnavia 541), conducono in traversata sotto la parete est del Catinaccio fino alla deviazione (segnavia 550) che con ripida salita scollina il Passo delle Coronelle (2630m). Si scende in una ventina di minuti al Rif. Fronza. Per chi volesse invece far ritorno al Rif. Ciampediè e quindi a Vigo di Fassa, senza transitare per il Passo delle Coronelle: dal Rif. Vajolet con sentiero 546 fino al Rifugio Gardeccia e quindi (segnavia 540) fino a risalire al Rifugio Ciampediè.

NOTE  DIFFICOLTÀ

Itinerario attrezzato non difficile, che richiede l'uso di normale dotazione da via ferrata (casco, imbrago, cordini con moschettoni e con dissipatore, guanti da ferrata).
Capita di frequente, durante l'ascensione del tratto attrezzato, di incontrare escursionisti che percorrono l'itinerario in senso inverso: attenzione a qualche problema di incrocio e caduta pietre. Informarsi preventivamente sulle condizioni del nevaio del canalone terminale, e sull'eventuale presenza di altri tratti ghiacciati lungo il percorso di salita. Consigliamo vivamente di chiedere informazioni alle guide alpine locali o al rifugio Re Alberto1° (tel:+39 0462 763428; mobile: +39 334 7246698) per le condizioni aggiornate del canale.
Il giro ad anello qui proposto richiede un buon allenamento fisico. Consigliamo  di effettuare il giro in due giorni, pernottando al rifugio Re Alberto 1° che si trova proprio a metà strada. Per godersi in pieno lo spettacolo dell'enrosadira sulle torri e riposarsi per il giorno successivo!



Le scalate più famose

Le torri del Vajolet

1. Piz Piaz – Spigolo sud/ovest

Difficoltà: IV+
Dislivello: 55 m
Sviluppo: 55 m
Tiri: 2 tiri
Ore: all'attacco dal rifugio Re Alberto 10 min.; salita in 1,00
Roccia: buona/ottima
Attrezzatura: NDA
Commento: Minuscola ma ardita torre, ha recentemente subito il crollo del lato nord. Si presta a brevi esercitazioni per chi pernotta al rifugio Re Alberto.

2. Torre Delago, Spigolo “Piaz”

Difficoltà: IV con un passaggio di IV+
Dislivello: 130 m
Sviluppo: 156 m
Tiri: 6 tiri
Ore: all'attacco dal rifugio Re Alberto 10 min.; salita in 2,30
Roccia: ottima
Attrezzatura: NDA e  l’utilizzo del magnesio è consigliato, poiché si tratta di un’arrampicata in alcuni tratti aerea, su roccia levigata nei tratti obbligati.
Commento: aerea arrampicata lungo uno dei più celebri spigoli delle Alpi! Salita piacevolissima, peccato che finisca troppo presto! Roccia ottima ma con appigli piuttosto lisciati dal passaggio. Affollata nei week-end.

3. Torre Delago, Fessura Preuss

Difficoltà: IV+ - V-
Dislivello: 120 m
Sviluppo: 140 m
Tiri: 6 tiri
Ore: all'attacco dal rifugio Re Alberto 10 min.; salita in 2,00
Roccia: abbastanza buona
Attrezzatura: NDA + qualche dado/friend
Commento: scalata molto interessante firmata da un grande dell' alpinismo. Un po' trascurata a favore degli itinerari vicini più famosi!

4. Torre Stabeler, Via Fehrmann (parete Sud)

Difficoltà: III-IV, un passaggio di IV+
Dislivello: 145 m
Sviluppo: 155 m + 10 alla vetta
Tiri: 6 tiri + 10 m alla vetta
Ore: all'attacco dal rifugio Re Alberto 10 min.; salita in 2,30
Roccia: ottima
Attrezzatura: NDA
Commento: noto itinerario su ottima roccia spesso al riparo dalle correnti d’aria fredda.

5. Torre Stabeler, Via Normale (parete Sud/Est)

Difficoltà: IV-
Dislivello: 145 m oltre a un breve tratto di facile zoccolo
Sviluppo: 187 m
Tiri: 7 tiri
Ore: all’attacco 10-15 min.; salita in ore 1.45
Roccia: ottima
Attrezzatura: NDA
Commento: è la punta più alta delle tre torri (2805 m). Roccia buona, lucidata un po’ dal passaggio. Una classica consigliata anche agli scalatori debuttanti.

6. Torre Winkler, Via Steger (parete Sud)

Difficoltà: VI
Dislivello: 140 m
Sviluppo: 170 m + 7 m di cengia larga
Tiri: 6 tiri
Ore: all’attacco 10-15 min.; salita in ore 2,30
Roccia: ottima, buona il primo tiro di VI
Attrezzatura: NDA + serie completa di stopper + friends no. 2,5 - 3
Commento: itinerario bello ed impegnativo con due tiri sostenuti. La via non da tregua e mette a dura prova i muscoli anche degli scalatori più in forma!

7. Torre Winkler, via Normale (parete Est, S.E.)

Difficoltà: IV+
Dislivello: 140 m
Sviluppo: 215 m
Tiri: 7 tiri
Ore: all’attacco 10-15 min.; salita in ore 2,30-3,00
Roccia: ottima
Attrezzatura: NDA
Commento: la meno frequentata delle torri ma non meno bella delle altre. La salita prevede il superamento del passaggio chiave “Winklerriss”, che costituì, quando venne superato per la prima volta nel 1887, il limite massimo delle difficoltà raggiunto nelle Alpi. Da non sottovalutare per la roccia levigata.

Traversata delle torri

Concatenare la salita delle tre torri è sempre stato considerato un percorso di grande prestigio. La si può compiere da Ovest ad Est o da Est a Ovest e permette di visitarle tutte offrendo una giornata di “roccia”, arrampicando in un posto ricco di fascino!

Discesa dalle torri

Da tutte e tre le torri sono state attrezzate le soste per la discesa con anelli resinati. Si può scendere facendo solo con due doppie ma avendo due corde da 60 m.

Via normale del Catinaccio

1. Catinaccio, Via Normale

Difficoltà: II - III, il primo tiro III+
Dislivello: 180 m fino alla forcella, 190 m in cresta alla vetta
Sviluppo: 344 m
Tiri: 5 tiri + 55 m di “corda corta”
Ore: all'attacco dal rifugio Re Alberto 30 min.; salita in 2,00
Roccia: ottima
Attrezzatura: NDA
Commento: Salita che offre un panorama eccezionale dalla vetta al quale si unisce un'arrampicata divertente adatta ai principianti purché in possesso delle nozioni basilari dell'arrampicata.

2. Catinaccio, Via Piaz/Delago

Difficoltà: IV+
Dislivello: 160 m
Sviluppo: 165 m
Tiri: 6 tiri
Ore: all'attacco dal rifugio Re Alberto 30 min.; salita in 2,00 – 2,30
Roccia: buona, penultimo tiro da pulire
Attrezzatura: NDA + friend n. 3
Commento: una bella alternativa alla via normale che sale in camini e diedri di roccia buona. Da evitare con temperature troppo basse.

Discesa dal Catinaccio

Dalla cima, scendere sulla cresta nord con “corda corta” fino alla “via normale”. Alla forcella, a sinistra, seguendo la cengia esposta (ca. 15 m) che porta alla sosta cementata per la prima doppia di 15 metri che scende lungo il canale di salita. Seguono poi due doppie da 20 metri usando le soste di salita. Arrivo al rifugio Passo Santner. Da qui il sentiero porta al rifugio Re Alberto 1°. Tempo di discesa circa due ore.

Parete nord del Catinaccio

1. Catinaccio, Via Solleder

Difficoltà: V+
Dislivello: 300 m
Sviluppo: 337 m + 100 m di rampa iniziale
Tiri: 11 tiri + 100 m di rampa iniziale
Ore: all'attacco dal rifugio Re Alberto 5 min.; salita in 3,00 – 4,00
Roccia: ottima, qualcosa da pulire
Attrezzatura: NDA +  sono dadi e friend specialmente di misura grossa
Commento: storica via, itinerario bello e logico. Si snoda su placche, traversi e camini e alterna passaggi di esposizione (4° tiro) a altri più normali. Roccia sempre asciutta.

2. Catinaccio, Via dei Gardenesi

Difficoltà: VI e VI+ con breve tratto di A1 oppure 8°+
Dislivello: 260 m
Sviluppo: 280 m + 100 m di rampa iniziale
Tiri: 10 tiri + 100 m di rampa iniziale
Ore: all'attacco dal rifugio Re Alberto 5 min.; salita in 4,00 – 4,30
Roccia: Molto buona lavorata a buchettti di varie dimensioni
Attrezzatura: NDA + qualche chiodo, stopper e friend  e dieci rinvii. Portare Kevlar sottili per per il tratto in artificiale dove i chiodi a pressione hanno un anello troppo piccolo.
Commento: Itinerario bello e logico lungo un evidente pilastro. Si snoda su placche, traversi e camini e alterna passaggi di esposizione (4° tiro) a altri più normali. Roccia sempre asciutta.

3. Catinaccio, Via Vinatzer

Difficoltà: V e V+
Dislivello: 280 m
Sviluppo: 280 m + 100 m di rampa iniziale
Tiri: 10 tiri + 100 m di rampa iniziale
Ore: all'attacco dal rifugio Re Alberto 5 min.; salita in 3,30 – 4,30
Roccia: Molto buona
Attrezzatura: NDA + qualche chiodo d'emergenza, dodici/quattordici rinvii.
Commento: Itinerario di grande soddisfazione su un muro di impressionante verticalità. Arrampicata a volte più faticosa che divertente, ma fa piacere guardarla dal sottostante rifugio e pensare “l'ho fatta”.

Discesa dal Catinaccio

Dalla cima, scendere sulla cresta nord con “corda corta” fino alla “via normale”. Alla forcella, a sinistra, seguendo la cengia esposta (ca. 15 m) che porta alla sosta cementata per la prima doppia di 15 metri che scende lungo il canale di salita. Seguono poi due doppie da 20 metri usando le soste di salita. Arrivo al rifugio Passo Santner. Da qui il sentiero porta al rifugio Re Alberto 1°. Tempo di discesa circa due ore.

Passo di Re Laurino

Antica via d'accesso al “giardino di Re Laurino”, è una scalata di II grado e passaggi di III. Poco transitata ma degna di nota per il percorso vario, la campanella da suonare, le colate laviche insolite, il tunnel nella roccia da attraversare e la maestosa vista delle torri che salgono ancora più slanciate viste dal lato nord.
Si parte dal rifugio Fronza alle Coronelle dirigendosi a sinistra su un sentiero poco segnato, sotto la lunga e imponente parete della croda di Re Laurino e si arriva all'attacco dove si trova una corona reale disegnata sulla roccia. Sono circa 7/8 tiri di corda, e si sbuca al passo, pochi metri sopra il rifugio Re Alberto.
Si ritorna scendendo la ferrata del Passo Santner o facendo il giro del Catinaccio passando dal Vajolet e poi dal passo delle Coronelle. Tempo di salita 3-4 ore.

Parete sud-est del Catinaccio

1. Via Placcomania (“un diavolo per amico”)

Difficoltà: VI-, un tratto di VI
Dislivello: 350 m
Sviluppo: 409 m
Tiri: 11 Ore: 4,15 - 5
Roccia: ottima/buona
Attrezzatura: NDA (normale dotazione alpinistica)
Commento: salita bella su roccia buono/ ottima, che infila una successione di solide placche lavorate.

2. Via Dimai

Difficoltà: III-IV
Dislivello: 350 m
Sviluppo: 411 m
Tiri: 11
Ore: 3,30 - 4
Roccia: buona, la parte bassa un po' da pulire
Attrezzatura: NDA
Commento: la via più diretta che si svolge su roccia discreta nei primi tiri e ottima nella seconda parte. Nel settore superiore offre una piacevole arrampicata in camino su una grandiosa parete.

3. Via Fantasia

Difficoltà: V- 
Dislivello: 420 m
Sviluppo: 458 m
Tiri: 13
Ore: 4 – 4,30
Roccia: ottima/buona
Attrezzatura: NDA + friends 2/3

4. Via Steger

Difficoltà: V+, un tratto di VI-
Dislivello: 733 m + 70 m  alla vetta 
Tiri: 20 + 70 m alla vetta
Ore: 6-7
Roccia: buona/ottima
Attrezzatura: NDA
Commento: Via che sale con una splendida traiettoria diretta ma che offre numerose varianti.

5. Via Leviti-Nemela

Difficoltà: V+ VI, un tratto di VII
Dislivello: 580 m 
Tiri: 11
Ore: 6,30 - 8
Roccia: ottima/buona 
Attrezzatura: NDA+ dadi e friends

Discesa dal Catinaccio

Dalla cima, scendere sulla cresta nord con “corda corta” fino alla “via normale”. Alla forcella, a sinistra, seguendo la cengia esposta (ca. 15 m) che porta alla sosta cementata per la prima doppia di 15 metri che scende lungo il canale di salita. Seguono poi due doppie da 20 metri usando le soste di salita. Arrivo al rifugio Passo Santner. Da qui il sentiero porta al rifugio Re Alberto 1°. Tempo di discesa circa due ore.

Punta Emma

Via “Fedele”

Difficoltà: V-
Dislivello: 400 m
Sviluppo: 350 m + 80 m alla vetta
Tiri: 11 + 80 m alla vetta Ore: 4
Roccia: buona
Attrezzatura: NDA (normale dotazione alpinistica) + friends medi
Commento: itinerario vario, divertente e frequentata. Una delle vie più piacevoli del gruppo fra quelle di analoga difficoltà.

Via “Steger”

Difficoltà: V, un tiro di V+
Dislivello: 400 m
Sviluppo: 410 m + 110 m alla vetta
Tiri: 11 + 110 m alla vetta Ore: 4
Roccia: ottima
Attrezzatura: NDA (normale dotazione alpinistica) + stopper medi
Commento: La grande classica della punta Emma, con molte situazioni di arrampicata.

Fessura “Piaz”

Difficoltà: V
Dislivello: 350 m
Sviluppo: 294 m + 110 m alla vetta
Tiri: 9 + 110 m alle vetta Ore: 3 – 3,30
Roccia: ottima
Commento: scalata storica famosa per l'impresa straordinaria che Tita Piaz, salendo solo, fece ai tempi. Da non sottovalutare il tiro chiave (4°) con difficoltà sostenute.

Discesa dalla punta Emma: dalla vetta seguire la cresta e prima del suo termine, scendere verso Nord (guardando le torri di fronte). Dopo circa 30 m. di II grado, si gira verso sinistra per una rampa nascosta in direzione forcella della punta Emma. Scendere ancora 15 m. (III grado) fino all'anello cementato. Con una doppia di 25 m. si arriva nella gola delle torri sul sent. 542

Tutte le descrizioni sono tratte da:
A. Bernard, La nuova guida del Catinaccio, Ed. Mediterranee 1996
M. Bernardi, Arrampicare sul Catinaccio e dintorni, Ed. Athesia 2009